All’amore non servono parole – Pagina 1

La storia di Sabrina e Matteo, due ragazzi molto diversi in cerca della propria oasi…
Sabrina

Sabrina aveva ormai poche certezze. Dopo tanti sacrifici, una gavetta infinita, master, corsi, non aveva ancora trovato la sua oasi di serenità. Ancora tra lavori precari, scegliendo l’offerta “migliore”, in attesa di quell’occasione che forse non sarebbe mai arrivata.

Aveva smesso ormai di credere alle favole, per non parlare della storia del principe azzurro. Le era rimasto un unico obiettivo: avere un minimo di stabilità economica per essere indipendente.

Matteo

Matteo era un tipo solitario, lui pensava di aver già trovato la sua oasi. Poco ambizioso, era contento del suo lavoro da cameriere, precario sì, ma che gli permetteva di cambiare domicilio facilmente. A lui questa cosa piaceva tanto. Viveva  alla giornata, senza troppe aspettative, senza nessun progetto per il futuro. Preferiva vedere sempre il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto.

L’incontro

Sala addobbata, noto ristorante della città, tutto era curato nei minimi dettagli. Sabrina osservava da un angolino che tutto andasse per il meglio. Quell’evento istituzionale non sarebbe certo stato una svolta per la sua carriera, ma lei metteva serietà ed impegno in tutto ciò che faceva, anche quando si trattava di un lavoro occasionale e sotto pagato.

In quella stessa sala a fare su e giù per i tavoli c’era anche Matteo. Aveva notato subito quella ragazza con gli occhi verdi e profondi, i loro sguardi si erano incrociati più volte.

L’evento fu un successo e finalmente i ragazzi dello staff potevano rilassarsi, magari brindare e festeggiare un po’ prima di salutarsi.

Matteo e Sabrina vennero presentati da un amico comune dello staff ed iniziarono a chiacchierare.

Al momento dei saluti Matteo si offrì di riaccompagnare il suo amico e Sabrina, che era visibilmente in difficoltà, ma l’amico rispose un convinto Sì per entrambi.

Lasciato “il terzo incomodo”… i due rimasero soli:

Bene, dammi l’indirizzo che imposto il navigatore, ma soprattutto che musica preferisci?”

 

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