Villa Lante: Un Tuffo nel Cinquecento.

ALLA RICERCA DI UN’OASI PER IL WEEK – END.

Per la serie cerchiamo un’oasi per il week – end oggi vogliamo riproporvi Bagnaia. Una frazione di Viterbo distante circa un’ora e mezzo da Roma. Si può tranquillamente raggiungere percorrendo la Cassia – Veientana.

La ragione principale per scegliere Bagnaia è sicuramente Villa Lante. Un vero e proprio gioiello, che non ha deluso le nostre aspettative, anzi… Tanto che nel 2011 è stato eletto Parco più bello d’Italia.

Villa Lante è attribuita ad un progetto di Jacopo Barozzi Da Vignola. Fu costruita tra 1511 ed il 1566, commissionata dal cardinale Gianfrancesco Gambara prima e dal cardinale Alessandro Peretti di Montalto poi. Anche se il nome deriva da Ippolito Lante Della Rovere, Duca di Bomarzo, che subentrò nel XVII secolo.

La prima sorpresa si ha già all’ingresso, preceduto da una grandissima fontana con una maestosa scultura di cavallo centrale (wow! si può fare un giro? ihihihi).

Si entra e… Niente villa, ma due costruzioni. Due Casini (così si chiamano) quasi identici. Entrambi quadrati, il piano terra con arcate a sostenere il piano nobile con frontoni alternati a curva ed a punta. Per finire un piano superiore con piccole finestre ed una Lanterna quadrata (il nome della parte più piccolina che sovrasta la struttura). Uguali, ma con ben 30 anni di differenza. Aspetto che è più evidente negli affreschi all’interno.

Primo Casino della Villa

Emozionante entrare in questi spazi, sembra di respirare la magica atmosfera Cinquecentesca. Nel primo erano affrescati paesaggi pieni di colori (IL CASINO DI MARTA ihihihi), mentre l’altro era un omaggio al classico (IL CASINO DI MANU ihihihi).

Ma la vera meraviglia sono i Giardini… Siamo rimaste letteralmente a bocca aperta, una vista così… è da triplo WOW!  Giardini, fontane e giochi d’acqua, statue in un percorso organizzato nei minimi dettagli, ma allo stesso tempo creativo…

Giardino villa dall’alto

Tante appunto  le fontane che si susseguivano nei giardini a terrazza, mentre si sale, si sale, si sale… eh sì… si deve faticare, ma vi garantiamo che ne vale la pena!

C’è la Fontana dei Lumini, circolare, a gradini, con piccoli zampilli, come dei ceri che illuminano; c’è il Tavolo di pietra dove scorre l’acqua (si narra che fosse un luogo per pick – nick, ma adesso non fatelo!), la Fontana del Diluvio tra rocce, caverne e ricca di vegetazione; la Fontana dei Delfini che rappresenta il Regno di Nettuno, e poi ancora tanti riferimenti alle divinità fluviali.

Arrivate in cima ci siamo rese conto che Il vero fulcro di quel giardino meraviglioso fatto di querce, lecci, platani, camelie, è La Fontana dei Mori. Una spettacolare opera del Giambologna. Suddivisa in quattro parti, ognuna con una barca con putto zampillante (simpaticissimi!) con al centro due leoni e quattro mori che sorreggono il simbolo dei Montalto (sembra proprio una montagnetta…modesti…ihihihi)

Putti zampillanti Fontana Mori

Abbiamo trascorso lì un’intera giornata tra salite, discese e scalini, il rumore rilassante dell’acqua che scorreva, Manu a fare la guida, Marta a fingere di essere la proprietaria…

Tante le cose da ammirare, ogni angolo nascondeva una piccola, piacevole sorpresa. Una giornata piacevole che ci ha fatto apprendere molto, ma con una leggerezza tale da volerci ritornare.

 

 

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